ATLETICA ALBIATE: fai atletica, non farai panchina! 

Allenamenti

 Orari stagione 2022/2023:
 
2017-2016
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2014-2015
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lun. - ven. 18:40 - 19:30
 
2010-2011
lun.  - ven. 17:00 - 18:30
 
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Dopo una estate caratterizzata dalla non ancora risolta problematica pandemica, dai grandi successi sportivi della Nazionale di calcio, dalle cinque medaglie d’oro conquistate dall’atletica italiana alle Olimpiadi di Tokio, la ripresa dell’attività di allenamento e di gara ci impone di ri-partire con il “piede giusto”.

Il riavvicinarsi alla palestra e al campo, riappropriarsi, poco alla volta delle sensazioni indotte dall’allenamento, contribuisce a ri-esplorare movimenti e gesti che abbiamo lasciato sospeso per diverso tempo.

Questo breve documento vuole essere un invito ad “ascoltare” non solo casualmente le indicazioni che provengono dal nostro corpo, per ri-partire in sicurezza e con entusiasmo ma un consiglio ad affrontare, per ogni fascia di età, con correttezza, in modo appropriato qualunque tipo di attività sportiva.

 

 

Partire con il piede giusto

Il corretto utilizzo del piede è uno degli elementi più importanti in funzione della prestazione

 

 

 

Gli atleti subiscono spesso traumi importanti perché cercano costantemente di ottenere il massimo dal loro corpo.

Poiché gli infortuni possono alterare drasticamente l'allenamento e influire sulle prestazioni, diventa importante riconoscere i fattori che possono contribuire agli infortuni derivanti da una pratica sportiva impropria. Questi fattori possono includere: affaticamento fisico o mentale, scarsa tecnica o posture inadeguate, numero eccessivo di ripetizioni, (quantità) ritmi eccessivi (intensità) e biomeccanica del gesto scorretta.

Il mancato allineamento dei segmenti negli arti inferiori può portare a squilibri di natura meccanica, con conseguenti lesioni derivanti da movimenti scorretti. Se questi problemi di allineamento non vengono corretti, il problema può peggiorare e portare a lesioni ancora più gravi. È importante correggere la causa di questi squilibri e non solo i sintomi alfine di evitare problematiche muscolari derivanti da atteggiamenti scorretti.

La biomeccanica è lo studio della meccanica del corpo e più specificamente delle forze esercitate dai muscoli e dalla gravità sullo scheletro. Il piede costituisce uno dei principali elementi da considerare. Assicurare una corretta funzione del piede, favorisce un corretto allineamento e rafforza la componente tecnica.

 

Tieni sempre in considerazione la posizione del piede

Il piede e la caviglia umani sono composte da 28 ossa e 55 articolazioni che agiscono in modo sincrono per consentire una varietà di movimenti durante le diverse andature. Il piede può eseguire molti movimenti attraverso interazioni complesse e delicatamente bilanciate tra articolazioni e i tessuti molli che le circondano. Pertanto, la posizione del piede dovrebbe essere sempre presa in considerazione quando si studiano le componenti biomeccaniche che influenzano l'allenamento.

I problemi di mal funzionamento del piede sono spesso il risultato di un piede piatto, un piede che si inclina (pronazione/supinazione) o ruota verso l'interno e non assorbe correttamente il peso del corpo. Nei casi estremi causati sia da una predisposizione genetica o in seguito a lesioni, gli atleti sono spesso predisposti a lesioni derivanti da un uso eccessivo, come la sindrome da stress tibiale, sindrome della bandelletta, tendinite al tendine d'Achille, dolore al tallone e alla rotula.

Il tipo di sport e le specifiche richieste poste all'atleta possono aggravare qualsiasi debolezza biomeccanica ed esacerbare le predisposizioni. Quando si tratta di attrezzature, i fattori esterni che influenzano la biomeccanica includono calzature poco aderenti o usurate. Quando si tratta di allenamento, una tecnica di allenamento scorretta, tempi di recupero inadeguati, numero eccessivo di ripetizioni o movimenti aggiuntivi oppure, precedenti lesioni che possono influenzare la biomeccanica.

I fattori interni che possono influenzare la biomeccanica includono la genetica, i picchi di crescita, gli squilibri muscolari, le diverse lunghezze delle gambe (soprattutto nel periodo puberale) e le considerazioni associate alla postura.

Gli atleti che non utilizzano il piede in modo corretto, non avvertiranno necessariamente alcun dolore all'inizio, ma a causa di allenamenti ripetitivi potrebbero essere soggetti a condizioni più gravi o croniche. L'esecuzione di un'analisi delle andature può aiutare a determinare se un atleta ha delle predisposizioni nella meccanica del piede e di conseguenza, supportare carenze o squilibri.

L'espressione "no pain – no gain" non trova più oggi una collocazione specifica. Non riflette i moderni metodi di allenamento, né giustifica le richieste fatte agli atleti di oggi. Il dolore è un segnale di allarme che indica all'atleta la necessità di riposo o di rivalutare il proprio programma di allenamento.

Allenatori e atleti devono riconoscere questi segnali ed essere proattivi su eventuali problemi che si presentano. Un intervento di prevenzione garantisce una corretta progressione ed efficacia dell’allenamento, l’intervento medico/fisioterapico, conviene sempre prima e non dopo aver subito un trauma.